Pensieri
“Il tempo è immobile e ci guarda siamo noi che passiamo senza ritorno e tutto ciò che non è stato fatto è perso.”

Proporzioni
Attribuire un nome a questa mia ultima ricerca plastica è risultata impresa più ardua che la realizzazione dell’opera stessa.
Il dover integrare in un unico termine (così volevo che fosse) scultura – architettura – rapporti cromatici – aspetti cinetici e percezioni visive, mi creava una oggettiva difficoltà sino a quando mi è giunto in soccorso l’antico rapporto tra Musica e Matematica basato sul riscontro che: “I suoni in grado di produrre Armonia sono regolati dalle PROPORZIONI”.
L'arcano
Lastre verticali che celano cilindri, quinte di taglio che si proiettano in avanti, un tutto verticale. Fessure profonde e scure si frappongono tra una perpendicolare e l’altra; un vuoto buio congiunge le superfici vicine.
Pareti convesse, cavità ed angoli retti, dal basso in alto. Ma è una base che continua nel significato eloquente, ma è un’altezza che non trova un punto d’arresto; il nostro pensiero continuerà il percorso nelle due direzioni senza poter stabilire un punto di partenza né di arrivo. Non ne sentiamo la necessità. Costruiamo un complesso di forme esatte e complementari di cui non conosciamo la fine; vengono a noi e si allontanano e sino a dove non sappiamo.
Concetto in ferro
Di edificazione rettilinea sulla plastica rigidità ordinate in forme chiuse o protese. Del punto che si trasforma in linea, dell’angolo che, penetrando la superficie si svolge e si evidenzia nel volume che gli è proprio rivelando con la sua estensione Le oblique superfici compenetranti in un manifestarsi privo di sosta. Suddivisione in forme geometriche di uno spazio vasto quanto la forma stessa. Intersezioni di linee rette tra piani inclinati,verticali e vertici.
Anno 1990
Sulle ambivalenze
Con le Ambivalenze intendo proporre opere che, ad una prima interpretazione anche se soggette ad infinite variabili, ne aggiungono una seconda: su ciò che non viene rappresentato ma più semplicemente sotteso. Abbiamo, quindi, due ordini di lettura: L’APPARENTE ed il RECONDITO.
Le costruzioni geometriche
Superfici piane in acciaio, inamovibilità, radicamento nel profondo. Piani verticali indicanti continuità nelle direzioni opposte. Spazi tra gli elementi, fessure, quinte, masse d’ombra varianti d’intensità a propiziare ulteriori vuoti suggeritori di una possibile moltiplicazione degli elementi stessi. La vastità di tali strutture sarà direttamente proporzionale alla facoltà Soggettiva d’interpretazione. La colonna cilindrica determinerà un parziale o totale epicentro prospettico.
Anno 1990
Sulle strutture polittiche
Moltiplicando l’unità di base (per convenzione di cm 24×30) per un numero di volte da stabilirsi, realizzeremo strutture polittiche che varieranno nella loro estensione (ascensionale ed orizzontale) e quindi nel loro significato per come risulteranno essere diverse le superfici da affrontare proiettando l’osservazione in uno spazio dilatato quanto inesistente e comunque sempre variamente interpretabile. Da qui le “pulsioni visive in mutamento costante”
Dal manifesto sulle “Strutture Polittiche” San Pietro a’Olmo –anno 1984